Lunedi 23 marzosi è svolta la Masterclass CMS organizzata da INFN e Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa che ha coinvolto circa 40 studenti del Liceo Barsanti e Matteucci, del Liceo Buonarroti e dell’ITI Marconi!
Lunedi 23 marzosi è svolta la Masterclass CMS organizzata da INFN e Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa che ha coinvolto circa 40 studenti del Liceo Barsanti e Matteucci, del Liceo Buonarroti e dell’ITI Marconi!
Un approccio multiparametrico e innovativo per osservare e spiegare le dinamiche interne della montagna e del suo acquifero profondo, partendo da un fenomeno naturale insolito e raro. Questo il fulcro dell’articolo Multi-sensor monitoring of a transient event in the Gran Sasso aquifer, Italy pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature, frutto della collaborazione tra l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e le Università di Pisa, Sapienza di Roma e L’Aquila.
La ricerca ha analizzato un forte ‘boato’ avvertito nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell’INFN nella notte tra il 14 e il 15 agosto 2023 e registrato da un’ampia gamma di strumenti installati sia all’interno della montagna sia all’esterno, dimostrando una correlazione con le variazioni dell’acquifero del massiccio del Gran Sasso. Il boato non è stato un evento isolato ma la conclusione di un fenomeno naturale iniziato a maggio. Nei mesi precedenti, infatti, furono osservate anomalie nelle portate e nelle pressioni delle acque sotterranee, probabilmente legate alle precipitazioni primaverili e al permeare delle stesse all’interno dell’acquifero del Gran Sasso. Grazie all’approccio multiparametrico utilizzato dai ricercatori e dalle ricercatrici, lo studio ha permesso di ottenere una visione senza precedenti delle dinamiche interne del massiccio, fornendo un contributo significativo alla geofisica e all’idrogeologia, in particolare in ambienti sotterranei con presenza di attività umane (laboratori e autostrada).
“L’approccio multiparametrico ha dimostrato che il boato è direttamente collegato alle variazioni dell’acquifero”, ha spiegato Gaetano De Luca, ricercatore INGV e autore corrispondente dello studio. “Trattandosi di un evento raro registrato con un’ampia gamma di strumenti, il set di dati costituisce una preziosa base per gli studi futuri. L’uso pionieristico di Ginger, un giroscopio laser ad anello ad alta sensibilità, contribuisce a una migliore e innovativa comprensione delle dinamiche interne del Gran Sasso”, ha concluso De Luca.
“L’evento occorso nell’agosto 2023 non è isolato, – ha affermato Ezio Previtali, direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso – spesso la montagna ci ‘parla’ nel senso stretto del termine, producendo forti rumori per i quali le sale sperimentali dei LNGS diventano cassa di risonanza. Lo studio di questi eventi geologici riveste grande importanza per la comprensione delle dinamiche che avvengono all’interno del massiccio del Gran Sasso. Questo risultato testimonia come strumenti avanzati pensati per studi di fisica fondamentale, come Ginger, possano essere di grande aiuto anche nello studio di altre discipline come la geologia e la geofisica. In questo contesto – ha continuato il direttore – è già in programma il potenziamento della strumentazione di Ginger che garantirà, oltre che più precisi studi di fisica fondamentale, anche di potenziare la rete degli strumenti geologici che studiano il Gran Sasso. Stiamo inoltre lavorando con INGV per rendere questi strumenti utilizzabili anche in altri contesti geologici dove potrebbero essere di grande aiuto nello studio e nel monitoraggio di eventi sismici”, ha concluso Previtali.
L’esperimento GINGER – Gyroscopes IN GEneral Relativity, un giroscopio laser ad anello, operativo da circa 10 anni nei Laboratori sotterranei del Gran Sasso, è stato dunque, uno degli elementi chiave della ricerca. Il dispositivo, estremamente sensibile, sta monitorando la velocità angolare locale della Terra attorno all’asse verticale con elevata precisione. Insieme al sismometro a banda larga GIGS della rete sismica nazionale dell’INGV, installato nello stesso sito, sono stati misurati i movimenti del suolo e le rotazioni del terreno, fornendo una descrizione più completa dell’intero fenomeno naturale durato circa 3 mesi. Esso è stato registrato, inoltre, dalla Rete Accelerometrica Nazionale del Dipartimento della Protezione Civile nonché da un sensore acustico installato nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso e dal sistema di monitoraggio delle acque sotterranee.
Questa analisi combinata di dati provenienti da diversi sistemi di monitoraggio ha dimostrato una chiara correlazione con le variazioni osservate nell’acquifero del Gran Sasso, supportando l’interpretazione idrogeologica delle dinamiche che hanno portato al boato registrato nell’agosto del 2023.
I risultati dello studio dimostrano come l’integrazione di diverse tecniche di monitoraggio possa offrire nuove prospettive di ricerca sulle dinamiche interne delle montagne e degli acquiferi profondi, confermando il massiccio del Gran Sasso come laboratorio naturale di grande valore per la ricerca scientifica interdisciplinare.
Il 5 marzo 2026 è stato pubblicato il catalogo di tutti i 128 nuovi eventi osservati da LIGO, Virgo e KAGRA tra maggio 2023 e gennaio 2024. Il catalogo rivela una varietà ancora maggiore di sistemi binari che producono onde gravitazionali rispetto a quanto noto in precedenza. Le nuove osservazioni ci permettono di comprendere meglio la formazione dei buchi neri, di indagare l’evoluzione cosmologica dell’universo e di fornire conferme sempre più rigorose della teoria della relatività generale.
Claudio Bonanno, dottore di ricerca in Fisica presso l’Università di Pisa e la Sezione di Pisa dell'INFN, ha vinto il Wilson Award 2025.
Il premio è conferito annualmente a un ricercatore o a una ricercatrice che, entro sette anni dal PhD, si siano distinti per l’eccellenza e l’innovazione in Lattice QCD.
Claudio è il primo italiano a ricevere tale premio, conferito durante la Conferenza Lattice 2025, tenutasi a Mumbai, India, a novembre.
Per maggiori dettagli
https://kwla.llnl.gov
https://www.unipi.it/news/claudio-bonanno-laureato-e-dottore-di-ricerca-in-fisicaalluniversita-di-pisa-vince-il-wilson-award-2025/
Ulteriori info
https://www.facebook.com/IstitutoFisicaNucleare/posts/pfbid0LSGS2HQ3yMqEyZtAdWNiFb8tvGKjWp6FN6Wr3dZT9iqKTJSwRB3nJgW8BM7mmoBel
Margherita Sagina è risultata tra le vincitrici del premio “Milla Baldo Ceolin”, riservato dall’INFN a studentesse che conseguono la laurea magistrale in fisica teorica. Margherita si è laureata, con la votazione di 110/110 e lode, nel settembre 2024, discutendo la tesi “The hyperon-nucleon interaction in low-energy Effective Field Theory”. Già come laureanda, era associata all’INFN nell’iniziativa specifica NUCSYS. Adesso è studentessa di dottorato presso l’Università di Pisa, sempre associata all’INFN nella stessa iniziativa specifica. Congratulazioni a Margherita!
Successo dell’iniziativa organizzata a Pisa da Università, Scuola Normale, Scuola Sant’Anna, CNR e INFN, con la collaborazione di FIAB Pisa e con il patrocinio del Comune. L’obiettivo è sottolineare l’importanza di muoversi in bicicletta.
PISA, 19 settembre 2025. Oltre 300 persone tra dipendenti, docenti, ricercatori e studenti degli atenei e centri di ricerca pisani hanno pedalato insieme per le vie del centro storico in occasione del Bike to Work Day. Partendo dalla propria abitazione, si sono ritrovate durante la mattinata in Piazza dei Cavalieri e da lì, passando dai Lungarni, hanno raggiunto Piazza XX settembre, sede del Comune di Pisa che ha patrocinato l’evento, dove sono state accolte dalle autorità locali e dai rappresentanti delle 5 istituzioni
partecipanti: Scuola Normale, Università di Pisa, Scuola Sant’Anna, CNR, INFN.
Link al video della giornata: https://www.facebook.com/reel/1476245180302562
La giornata Bike to Work, promossa da dodici anni a livello nazionale dalla FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) all’interno della Settimana europea della mobilità, ha l’obiettivo di riconoscere l’impegno di chi sceglie la bicicletta come mezzo di trasporto per andare al lavoro e di incoraggiare sempre più persone a rinunciare all’uso dell’auto privata quando non indispensabile. Fa parte delle misure intraprese dal gruppo di supporto dei Mobility Manager dei vari enti per promuovere il Piano Spostamenti CasaLavoro e realizzarne gli obiettivi. Il successo di partecipazione testimonia il comune impegno delle istituzioni accademiche e di ricerca pisane nel favorire una mobilità sostenibile.
Diversi studi dimostrano che una pedalata quotidiana di circa 20-30 minuti ha effetti positivi sulla salute: fa bene al cuore, aiuta chi soffre di insonnia, migliora l’umore, favorisce la concentrazione, solo per citarne alcuni. La bicicletta è ideale per muoversi in città: fino a circa 5-7km i tempi di percorrenza sono competitivi rispetto all’auto, il mezzo richiede un decimo dello spazio di parcheggio di un’auto e può muoversi anche all’interno delle ZTL, dove si trova buona parte delle sedi degli atenei e degli enti di ricerca cittadini. Andare al lavoro in bici è un’abitudine sana che porta enormi benefici per chi la pratica e
per il territorio. Con un bacino di utenza di quasi 60.000 persone, stando ai piani spostamento casa-lavoro dei soggetti coinvolti, gli atenei e gli enti di ricerca pisani generano ogni giorno una notevole mole di spostamenti con un impatto non trascurabile sul traffico urbano. Se anche solo il 10% dei viaggi quotidiani attualmente svolti in auto da questo gruppo venisse sostituito da viaggi in bicicletta, ci sarebbero meno mezzi in circolazione, meno incidenti, meno emissioni inquinanti, rendendo Pisa più sostenibile, sicura e vivibile.
A seguire le dichiarazioni dei rappresentati delle istituzioni organizzatrici del Bike to Work Day 2025 a Pisa.
Marco Avvenuti, Commissione per lo Sviluppo Sostenibile di Ateneo, Università di Pisa.
«La mobilità rappresenta una delle questioni più urgenti affrontate dalla Commissione per lo Sviluppo Sostenibile di Ateneo, istituita dall’Università di Pisa con l’obiettivo di individuare azioni concrete per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. Tra le iniziative più promettenti per una mobilità sostenibile, spicca la promozione e l’incoraggiamento del Bike to Work. Secondo le proiezioni del nostro Piano Spostamenti Casa-Lavoro, circa 5000 tra studenti e personale dichiarano di spostarsi o di voler spostarsi in bicicletta, abbandonando l’uso dell’auto privata. L’Università di Pisa sostiene queste iniziative non solo perché permettono di ridurre i costi e i disagi legati agli spostamenti casa-lavoro della comunità accademica, ma anche perché apportano benefici significativi a tutta la città in termini di sicurezza, vivibilità e riduzione dell’inquinamento. Su questi temi, il nostro Ateneo è impegnato in un dialogo costante con l’amministrazione comunale e con le altre istituzioni cittadine. Grazie al successo ottenuto, siamo estremamente soddisfatti di aver coordinato questa iniziativa, che per la prima volta vede tutte le istituzioni accademiche e di ricerca di Pisa unite in uno sforzo comune per una mobilità più sostenibile».
Tommaso Pizzorusso, Vicedirettore Scuola Normale Superiore.
«La Scuola Normale da tre anni organizza un evento in occasione della giornata nazionale Bike to work, la prima a farlo a Pisa. Si tratta di una delle tante iniziative realizzate dalla Scuola a favore della mobilità sostenibile: un gruppo di lavoro, coordinato dal Mobility Manager della Scuola, pubblica a cadenza regolare il Piano spostamenti casa-lavoro che – a fronte di un’analisi delle abitudini di spostamento della sua comunità – prevede interventi concreti quali agevolazioni per l’acquisto di abbonamenti di trasporto pubblico, riqualificazione di spazi per il parcheggio nelle varie sedi della Scuola a vantaggio dei mezzi sostenibili, installazione di una stazione di riparazione bici. Pensiamo che sia questa la strada giusta in favore di una maggiore sostenibilità generale».
Nicola Vitiello, Rettore Scuola Superiore Sant’Anna.
«La Scuola Sant’Anna partecipa per la prima volta all’organizzazione del Bike to Work Day, a testimonianza di un suo nuovo e più incisivo impegno sul fronte della mobilità sostenibile che si concretizza con questa e altre iniziative a seguito della nomina del Mobility Manager, ruolo ricoperto dal dot. Giovanni Viale, e l’adozione del primo PSCL (Piano Spostamenti Casa lavoro)».
Paolo Spagnolo, Direttore della Sezione INFN di Pisa.
«Il BikeToWorkDay 2025 rappresenta un evento che suggella la sinergia sviluppatasi tra i centri di ricerca e le istituzioni universitarie dell’area pisana, collaborazione che si è estesa in seguito anche al Comune. Si tratta di un’iniziativa che segna l’avvio di future collaborazioni e attività sul tema della mobilità sostenibile. La giornata intende sottolineare l’importanza dell’utilizzo della bicicletta per gli spostamenti casa-lavoro e casa-studio, con l’obiettivo di promuovere questa positiva abitudine anche al di fuori degli ambiti professionali e accademici, integrandola nella vita quotidiana della comunità di riferimento. Dal punto di vista operativo, si auspica che questa recente collaborazione possa tradursi, ad esempio, nella realizzazione di numerose ciclostazioni presso le sedi universitarie e centri di ricerca di Pisa, a partire dal grande polo scientifico Fibonacci (ex Marzotto), così da garantire spazi sicuri e protetti per il parcheggio delle biciclette».
Prof. Fabio Anastasio Recchia, CNR – Presidente dell’Area Territoriale di Ricerca di Pisa.
«Anche quest’anno la Commissione Europea promuove la “Settimana Europea della Mobilità”. Una campagna di sensibilizzazione sulla mobilità urbana sostenibile rivolta a coinvolgere la Cittadinanza e le Istituzioni. Il CNR e l’Area Territoriale di Ricerca di Pisa, da sempre impegnati nel sensibilizzare e progettare una mobilità per i dipendenti che sia più organizzata, innovativa e sostenibile, anche quest’anno promuove e partecipa all’evento “Bike to Work”, iniziativa rivolta ad incentivare gli spostamenti in bici verso i luoghi di lavoro. La scelta di muoversi in bicicletta negli spostamenti di lavoro e quotidiani permette di vivere in modo più sano e sostenibile, di mantenere una buona forma fisica e mentale e di rendere le persone più dinamiche. Inclusione, sostenibilità e benessere lavorativo, quindi, attraverso la messa a disposizione di soluzioni di mobilità alternativa, con benefici in termini di conciliazione casa-lavoro, riduzione del traffico e sostenibilità ambientale. In accordo con il Mobility Manager, a sostegno del personale CNR – Area Territoriale di Ricerca di Pisa, abbiamo avviato importanti opere a favore della mobilità sostenibile, attivato convenzioni e contributi in termini di Bonus Mobilità. Concludo pensando che sia questa una delle strade da percorrere per costruire insieme città più vivibili, sicure, sostenibili e a misura d’uomo. Soluzioni che non devono dimenticare le esigenze delle persone fragili e diversamente abili».
Leonora Rossi, Presidente Fiab”
«Fiab porta avanti da molti anni il tema dell’andare al lavoro in bicicletta e per questo motivo siamo molto contenti che per l’edizione 2025 della SEM tutti gli istituti di ricerca pisani abbiano deciso di aderire alla campagna del BikeToWork. Siamo convinti che attraverso l’uso della bicicletta per gli spostamenti casa – lavoro- casa si possano portare grandi benefici alla nostra città, sia in termini di minore inquinamento atmosferico, che di minor traffico veicolare, senza dimenticarsi del fatto che muoversi in città in bicicletta è in moltissimi casi più efficiente che muoversi in auto… e sicuramente più salutare e divertente. Fiab Pisa, visto anche il successo della manifestazione, auspica che la giornata di oggi non resti un evento singolo ma sia un piccolo tassello verso una città più sostenibile e più amica della bicicletta».
The INFIERI Summer School offers a unique two-week program designed for M.Sc. students, Ph.D. candidates, postdocs, and early-career researchers. The 2025 edition will maintain the school’s tradition of cross-disciplinarity, covering the full signal processing chain critical for developing cutting-edge instruments in areas such as particle physics, astrophysics, nanotechnology, and biomedical engineering.
Aula Magna Nuova, Palazzo della Sapienza, Università di Pisa, mercoledi 21 maggio 2025 alle ore 16.00
Abstract: “As a contribution to the 2025 International Year of Quantum Science and Technology, the talk will summarize the impact of the quantum Hall effect in this field with a focus on quantum metrology.
Basic research on the most important device in microelectronic, the silicon field effect transistor, led to the unexpected discovery of the quantum Hall effect and the Nobel Prize in Physics in 1985. This discovery initiated a revolution in metrology, leading to the worldwide introduction of an International System of Units based on constants of nature.”
La collaborazione scientifica dell’esperimento MEG II, alla quale partecipa anche l’INFN, presenta oggi, 23 aprile 2025, un nuovo risultato, nel corso di un seminario al Paul Scherrer Institut (PSI) in Svizzera.
“Si tratta di un’importante passo avanti nella ricerca del decadimento di un muone positivo in un positrone e un fotone che, se osservato, rappresenterebbe una chiara manifestazione di fisica oltre il Modello Standard, aprendo la strada a un orizzonte completamente nuovo”, spiega Alessandro Baldini ricercatore dell’INFN di Pisa, e co-coordinatore della collaborazione internazionale MEG II.
La nuova analisi dei dati di MEG II non ha evidenziato alcun eccesso significativo di eventi rispetto al fondo atteso, e quindi è stato stabilito un nuovo limite superiore alla probabilità di questo processo, che è oggi il limite più stringente al mondo. I nuovi risultati, basati sui dati raccolti nel 2021 e nel 2022, sono descritti in un articolo pubblicato su arXiv [link] e sottomesso alla rivista Physical Review Letters.
All’interno dell’esperimento MEG II, i muoni provenienti dal fascio continuo più intenso al mondo vengono fermati su un sottile bersaglio, posto al centro di un magnete superconduttore. I prodotti del decadimento vengono tracciati da rivelatori di ultima generazione: una camera a deriva gassosa ultraleggera e una serie di mattonelle di plastica scintillante permettono di ricostruire la traiettoria e il tempo di volo del positrone, mentre i fotoni sono rivelati mediante un calorimetro a xenon liquido da 900 litri.
Il nuovo risultato di MEG II aggiorna e migliora il precedente limite, ottenuto combinando i dati del precedente esperimento MEG con quelli del 2021 di MEG II e presentato nel 2023 [link]. Questo è dovuto alla maggiore dimensione del campione dati raccolto nel 2022 che risulta essere quattro volte più grande di quello relativo al solo 2021, rappresentando la prima misura basata interamente su dati raccolti da MEG II.
MEG II ha proseguito la presa dati anche negli anni 2023 e 2024 e continuerà anche nel biennio 2025–2026. Ci aspettiamo che il campione finale di MEG II sarà circa un fattore quattro maggiore rispetto a quello oggi presentato. L’obiettivo è quello di migliorare la sensibilità al decadimento di un ordine di grandezza rispetto al predecessore MEG.
La collaborazione MEG II coinvolge oltre 70 fisici provenienti da istituzioni di ricerca di Italia, Giappone, Regno Unito, Russia, Svizzera e Stati Uniti, tra cui l’INFN. I ricercatori e le ricercatrici italiani hanno ricoperto un ruolo di primo piano, guidando la costruzione e la gestione dei rivelatori di positroni.